La “quarantena” nella bolla della Continassa che si tinge di giallo, il sospetto che qualcuno se ne sia andato violando le norme per il contenimento del Covid, il caso che arriva sul tavolo dell’Unità di Crisi che poi decide di segnalare sette giocatori alla Procura. C’è tutto questo, e anche di più, se il caso dovesse avere conseguenze anche dal punto di vista sportivo, tra le nubi che accompagnano l’ultima bufera in casa Juventus. E bisogna tornare alla Continassa, dopo lo stop definitivo alla partita con il Napoli, per capire lo sfondo in cui è maturata la vicenda.

Con Ronaldo che sbuffa in una stanza, Dybala che fa avanti e indietro in un corridoio. Buffon che non sta nella pelle. Nervosi. Come leoni in gabbia, racconta chi ha visto i campioni bianconeri domenica al J Hotel. E qualcuno, alla fine, dalla gabbia sarebbe saltato fuori. Prima che la autorità dessero il via libera alla rottura dell’isolamento fiduciario stabilito dopo che due membri dello staff erano risultati positivi al Covid. Una violazione dell’articolo 650 del codice penale che commette chi non rispetti un «un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di igiene»? All’Unità di Crisi della Regione Piemonte, dove il responsabile dell’area giuridica è uno che il diritto lo conosce come l’ex pm Antonio Rinaudo, sospettano di sì. E annunciano, senza alcun dubbio, che verrà inviata una segnalazione alla Procura di Torino. Toccherà ai pm, a quel punto, valutare la questione e decidere se iscrivere i nomi che verranno indicati sul registro degli indagati per una ipotesi di reato che può portare, al massimo, ad una ammenda.

I giocatori che avrebbero lasciato il ritiro forzato in anticipo sono Ronaldo, Cuadrado, Dybala, Bentancur, Danilo, Demiral e Buffon. L’uscita dalla “bolla” sarebbe avvenuta lunedì, e ad avvisare la Asl dell’allontanamento sarebbe stata la stessa società che, questo al momento pare l’unica cosa certa, non ha commesso alcun tipo di irregolarità. Al vaglio, adesso, c’è soltanto il comportamento dei giocatori. Alcuni dei quali sarebbero tornati semplicemente a casa, mentre altri avrebbero raggiunto le rispettive nazionali, mentre i compagni di squadra, compresi gli Azzurri convocati da Mancini per il triplice impegno della nostra nazionale, sono rimasti lì. Quelli che sarebbero andati all’estero, l’avrebbero fatto dopo aver ricevuto un documento delle federazioni che li hanno convocati. E qualcuno pare ritenga di essere stato legittimato a farlo perché, una volta convocato, andava considerato sotto la giurisdizione della propria federazione. Questioni di diritto. Che a questo punto valuteranno i pubblici ministeri. Ma il protocollo, secondo l’Unità di Crisi, non ammette eccezioni. E avrebbe previsto che, essendo risultati positivi al test anti Covid due membri dello staff, tutto il gruppo rimanesse unito, in attesa che tutti ricevessero il secondo tampone (che dovrebbe arrivare oggi) che in caso di negatività vale come un liberi tutti.