Qualsiasi guida alla città lo definisce – anche giustamente – “il cuore verde di “Torino”. Situato lungo le rive del fiume Po, è meta tutti gli anni di milioni di curiosi, coppiette, famiglie in cerca di un luogo dove passare la domenica. Tuttavia, oltre al borgo medievale, alla fontana dei 12 mesi, agli scoiattoli e alle bellezze naturalistiche, il parco del Valentino mostra anche un’altra faccia. Forse meno nota ai turisti ma, di sicuro, ben conosciuta dai torinesi. La faccia del degrado.

I problemi

Fluido, Chalet, Cacao, Rotonda: le discoteche chiuse e abbandonate, oggi casa per disperati. E poi i pusher, sornioni, in attesa dei clienti sulle collinette e al giardino roccioso. Senza dimenticare i monumenti imbrattati, la postazione del bike sharing lato corso Massimo completamente vandalizzata. Il lato oscuro del parco più conosciuto di Torino. I problemi sono nati quando le musiche e le luci dei locali si sono spente per sempre. Chi lo avrebbe immaginato solo una decina di anni fa, quando i torinesi facevano la coda per entrare in estate al Cacao o alla Rotonda. Oggi, invece, gli unici ad accedervi sono i senzatetto e i tossici. La Rotonda ne è l’esempio più concreto. I varchi aperti dai disperati sono stati più volte chiusi. Ma accedere continua a essere una passeggiata.

Stessa cosa per lo Chalet. Mentre altra menzione merita il Fluido, bruciato e ridotto davvero in condizioni pietose. Sperando davvero che una futura assegnazione possa cancellare anni di incuria. I controlli, va detto, non mancano ma raramente spaventano i pusher che seduti sulle panchine cercano di richiamare, fischiando, i ragazzi di passaggio. Altra nota dolente è la questione imbrattamenti. La statua di Massimo D’Azeglio è in condizioni pietose e il fatto che si trovi proprio all’ingresso del parco peggiora persino la situazione. Cadono i calcinacci dall’arco di Trionfo, su corso Vittorio. E di recente sono comparse persino due transenne. Unica nota positiva: la messa in sicurezza dei giochi per i bambini. Troppo poco per un parco così importante, pieno di domande senza risposte.