Quasi mille parcheggi scomparsi in meno di sei mesi. Dove sono finiti? Potrebbe essere un indovinello divertente da risolvere per gli automobilisti che girano in macchina per cercare un posto. Peccato che la soluzione all’enigma sia presto trovata: i parcheggi sono stati sacrificati per fare posto ai dehors e alle nuove aree pedonali. Risolto il mistero, senza alcun sollazzo, gli automobilisti continuano la ricerca di un parcheggio, missione che in alcune zone della città è diventata praticamente impossibile.

A gennaio, pre pandemia, si contavano 5.1350 posti auto in strisce blu in tutta la città. A metà luglio, il numero degli stalli si era ridotto a 5.0470 (880 in meno). E il numero si è ulteriormente assottigliato in seguito alla recenti sperimentazioni di isole pedonali, che sono partire in diversi quartieri della città.

Tra i residenti di San Salvario, dove la carenza dei posti auto era un problema ben noto anche prima della pandemia, dei dehors e delle isole pedonali, il malcontento è arrivato alle stelle. «Far partire sperimentazioni di questo tipo quando è ancora in vigore la delibera di ampliamento dei dehors è stato un errore – commenta il presidente della Circoscrizione Otto, Davide Ricca -. I residenti di San Salvario oggi non trovano parcheggio e associano questo disagio alle pedonalizzazioni». Molti posti auto invece sono venuti meno a causa dell’ampliamento dei dehors. «Non era il momento adatto – prosegue Ricca -. Sarebbe stato meglio sperimentare in un periodo di gestione ordinaria della viabilità. In modo tale da vedere il reale impatto delle pedonalizzazioni sulla gente. In altre parole, sarebbe stato meglio che l’assessore Maria Lapietra avesse parlato con il suo collega di giunta Alberto Sacco, prima di procedere». L’assessore al Commercio, dal canto suo, rivendica la scelta fatta. «Sapevamo perfettamente che portando via dei parcheggi avremmo creato dei disagi – ammette Sacco -, ma in questo momento abbiamo preferito salvaguardare dei posti di lavoro».

Soppesa pro e contro del provvedimento che favorisce i dehors e si “mangia” i parcheggi anche il presidente di Confesercenti Torino, Giancarlo Banchieri. «I locali sono stati privati del 40-50% della loro capacità ricettiva e se non ci fossero stati i dehors sarebbero saltare tante imprese – sottolinea Banchieri -. Arriva l’inverno e ci sono aziende che rischiano di chiudere. A chi si lamenta che ci mette troppo tempo per cercare parcheggio vorrei chiedere se in questi mesi di preoccupazione ha preferito mangiare all’interno o all’esterno dei locali?». E ancora Banchieri: «Se i cittadini vogliono i dehors non possono poi lamentarsi che mancano i parcheggi».

E invece i torinesi si lamentano, eccome. In corso Marconi, ad esempio, è già partita una petizione per chiedere «la revoca immediata della chiusura al transito veicolare a motore della porzione stradale centrale di corso Marconi, angolo via Ormea». Anche in Aurora i residenti si sono mobilitati per chiedere la revoca della pedonalizzazione. E il centro non è da meno.

Il disagio poi non è solo dei cittadini. Anche le casse del Comune dovranno fare i conti con i parcheggi scomparsi. Tra Gtt e l’amministrazione intercorre un contratto che si basa sul numero degli stalli effettivamente disponibili per gli automobilisti e che, viste le modifiche apportate quest’anno, dovrà essere necessariamente rivisto. Ci perde Gtt, che vedrà ridursi i ricavi, ma ci rimette anche il Comune, che pure rivendica la scelta fatta. A pagare lo scotto maggiore restano comunque gli automobilisti.