Quando la polizia l’ha fermato lui era già a due passi da scuola, con quella pistola infilata in un borsello nero, la campanella era appena suonata e la vittima designata sarebbe uscita da lì a poco: uno studente che aveva “osato” mandare messaggi a una ragazza «senza chiedermi il permesso», come ha dichiarato poi davanti al giudice. «Mi ha mancato di rispetto», ha detto. E per questo, a 16 anni, aveva deciso di riprendersi quel rispetto, presentandosi con la pistola carica a scuola.

Tutto questo è successo qualche giorno fa ad Asti, di fronte a un istituto professionale. E l’arresto del sedicenne è nato praticamente per caso, per colpa o grazie ai social network, con una conseguente indagine lampo della polizia. Durante un normale monitoraggio della rete, gli agenti sono incappati su Instagram in una “story” in cui due giovanissimi sedevano in un bar di piazza San Secondo e uno dei due mostrava all’altro una pistola dal calcio in legno all’interno di un borsello nero. Dal tenore del video, si è ritenuto necessario procedere d’urgenza, anche perché il titolare della pagina Instragram (che adesso è stata disattivata) era già noto in questura ad Asti per aver minacciato, armato di coltello, un altro ragazzo nei mesi scorsi.

Gli agenti sono arrivati al bar, ma senza trovare traccia né del ragazzo armato né dell’amico che compariva nel video. Li hanno cercati in altri locali, fino a che non hanno raccolto abbastanza informazioni da risalire alla scuola frequentata tempo prima. Gli uomini della Squadra Mobile si sono così appostati vicino all’istituto e, in breve, hanno visto arrivare i due ragazzi. Li hanno fermati e hanno recuperato la pistola, una Beretta calibro 22 con nove proiettili, nonché un coltello a serramanico con lama da 10 centimetri. Per il ragazzo armato – di cui ovviamente la polizia di Asti non ha fornito le generalità – è scattato immediatamente l’arresto.

Il caso è passato al Tribunale dei minori di Torino: assistito dagli avvocati dello studio Caranzano Malabaila, il ragazzo è comparso davanti al giudice, spiegando tutta la genesi della “spedizione punitiva”. Quanto alla pistola, che alla polizia risulta rubata nello scorso mese di luglio nell’Astigiano, il sedicenne ha detto soltanto di averla trovata in un campo vicino a casa (circostanza per la quale è stato denunciato anche per ricettazione), assieme a molti altri proiettili, con i quali ha fatto delle “prove”: sempre su Instagram c’era infatti anche un video in cui il ragazzo si esercitava a sparare in aperta campagna.

Proveniente da una famiglia “difficile”, il ragazzino come detto era già noto per le minacce, con tanto di coltello, a un altro giovanissimo in una piazza cittadina. Il giudice, nell’udienza di ieri mattina, ha convalidato l’arresto e poi fatto portare il “pistolero” in una comunità di recupero.